Diritto dei nonni a frequentare i nipoti

Il diritto dei nonni: l’analisi della sentenza delle Marche

Elmina Smargiassi assistente sociale privato Termoli, Campobasso, Regioni limitrofe

Il diritto dei nonni a frequentare i nipoti

Il diritto dei nonni a frequentare i nipoti è un tema di grande importanza per molte famiglie italiane. Tuttavia, la legge mette sempre al primo posto l’interesse superiore del bambino. Molte persone credono che il legame biologico sia un diritto assoluto. Al contrario, la giurisprudenza recente stabilisce confini molto precisi e rigorosi.

Una sentenza del Tribunale per i Minorenni delle Marche, pubblicata il 3 novembre 2025, chiarisce bene questo aspetto. Infatti, i giudici hanno ribadito che la biologia non può mai superare la tutela psicofisica del minore. Come Assistente Sociale Privata, analizzo spesso queste situazioni complesse. Per questo motivo, ho deciso di spiegare i punti salienti di questa decisione così significativa.

Il caso concreto: quando l'instabilità pesa sulla decisione

Nel caso in esame, una nonna materna chiedeva di vedere il nipote da sola. Ella desiderava un rapporto diretto e senza la supervisione dei genitori. Tuttavia, l’istruttoria ha rivelato una realtà molto diversa dalle sue aspettative. I Servizi Sociali e il Consultorio Familiare hanno infatti descritto un profilo preoccupante. La richiedente mostrava una forte instabilità comportamentale e una grande imprevedibilità.

Inoltre, il problema principale non era solo il suo carattere difficile. L’elemento determinante è stata la sua totale mancanza di consapevolezza. La donna non riconosceva le proprie vulnerabilità emotive. Di conseguenza, il Tribunale ha dovuto rigettare la sua domanda di frequentazione. Una relazione “in solitaria” avrebbe potuto danneggiare la serenità del piccolo. Pertanto, i giudici hanno scelto di proteggere il bambino da un possibile trauma.

Il "doppio requisito" per i nonni

La sentenza si basa su due criteri fondamentali. Questi criteri sono essenziali per ogni professionista che lavora con i minori. Innanzitutto, deve esistere un requisito positivo. In altre parole, la presenza dei nonni deve essere una “risorsa positiva” per il nipote. Non basta che non ci siano litigi aperti. Al contrario, il nonno deve rappresentare un valore aggiunto per la crescita. Egli deve essere un porto sicuro e una figura educativa solida.

In secondo luogo, deve essere rispettato il requisito negativo. Cioè, la frequentazione non deve arrecare alcun tipo di pregiudizio al minore. Nel caso delle Marche, l’instabilità della nonna è stata letta come un fattore di rischio. Infatti, un adulto che non controlla le proprie reazioni espone il bambino a un peso eccessivo. In sintesi, il bambino non deve mai diventare il custode delle fragilità dell’adulto.

L'importanza della consapevolezza e la clausola del cambiamento

Nella mia attività professionale, incontro spesso famiglie in difficoltà. Molti nonni faticano a capire che la fragilità non è una colpa. Tuttavia, essa diventa un limite se la persona non la riconosce. La sentenza sottolinea proprio questo punto cieco emotivo. Ma esiste anche una nota di speranza per il futuro.

Il Tribunale utilizza infatti la formula “rebus sic stantibus”. Questa espressione significa “stando così le cose”. Quindi, la decisione non è definitiva per sempre. Se la nonna iniziasse un percorso di supporto, il quadro potrebbe cambiare. Acquisire consapevolezza permette di gestire meglio le proprie emozioni. Di conseguenza, il diritto di visita potrebbe essere rivalutato in futuro. Per questo motivo, la responsabilità del cambiamento resta nelle mani dell’adulto.

Il ruolo dell'Assistente Sociale Privata nelle liti familiari

In contesti di alta conflittualità, il mio ruolo può fare la differenza. Molte persone si rivolgono a me prima di iniziare una causa legale. Ma cosa fa esattamente un’Assistente Sociale Privata in questi casi?

Innanzitutto, svolgo una valutazione preventiva. Aiuto i legali e le famiglie a capire se ci sono i presupposti per vincere. In questo modo, si evitano scontri legali lunghi e dolorosi. Spesso, infatti, le cause perse portano solo ulteriore sofferenza ai bambini.

In secondo luogo, mi occupo del sostegno alla relazione. Posso progettare percorsi di incontri protetti in ambienti neutri. In questi spazi, la relazione tra nonno e nipote viene monitorata costantemente. Pertanto, l’imprevedibilità dell’adulto viene contenuta da una figura professionale. Questo metodo serve a ricostruire la fiducia in modo graduale.

Infine, lavoro molto sulla mediazione. Aiuto gli adulti a riconoscere i propri limiti caratteriali. Trasformare una fragilità in consapevolezza è un passo enorme. Solo così il legame può tornare a essere sano e sicuro.

Conclusioni: il benessere del minore al centro

Questa sentenza delle Marche ci lascia un insegnamento prezioso. Nel diritto minorile non ci sono vincitori o vinti tra gli adulti. Esiste solamente la tutela di chi è più debole. Il legame con i nonni è un dono meraviglioso, ma deve essere sicuro.

Il compito dei professionisti è garantire che ogni famiglia sia un luogo protetto. Se un rapporto crea ansia o paura, esso va regolamentato con attenzione. In conclusione, l’affetto dei nonni deve sempre camminare di pari passo con l’idoneità educativa. Solo così potremo garantire ai bambini una crescita serena e armoniosa.

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